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Napoli, Ancelotti: "Qui per vincere. Ronaldo? Buon per noi"

Carletto si presenta: "Hamsik alla Jorginho, non stravolgeremo la squadra"

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Le prime parole di Carlo Ancelotti da allenatore del Napoli arrivano il giorno dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juvenuts. Il primo tema trattato dal neo tecnico a Dimaro è inevitabilmente questo: “Si tratta di uno dei giocatori migliori al mondo – dice Carletto -. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio, casualmente io ritorno nell’anno del suo arrivo. Magari, tra dieci anni, si dirà che siamo arrivati insieme. Ne trae vantaggio la Juve ma non solo, è uno stimolo per noi, una motivazione ulteriore per confrontarci con loro. Se ci ho parlato? Ricordo di aver parlato con Cristiano Giuntoli. Ho tanto affetto per tutti i giocatori che ho allenato, ma non ho parlato con Cristiano e nemmeno con Benzema".

A proposito di Juve, Ancelotti precisa subito che “Non siamo qui a pettinare le bambole, si parte per vincere – le sue parole -. La Juve non è il potere, quella bianconera è una squadra forte che ha vinto negli ultimi anni, sarà un avversario fortissimo ma non ci sono solo loro. Il calcio italiano ha dimostrato che c'è molta incertezza, molte squadre sono forti perciò saranno tante le squadre da tenere d'occhio”.

Il suo matrimonio con il Napoli ha sorpreso tutti quando è stato annunciato: “Cosa mi ha convinto a venire? Il Napoli ha creduto nelle mie capacità, poi la voglia di tornare in Italia e terzo un progetto interessante e una società che ha voglia di crescere e migliorare”. Una delle chiavi del nuovo corso sarà dare continuità al progetto avviato dai predecessori, nessuna rottura col passato. “Non sono qui per cancellare quello che è stato. Porterò comunque le mie idee, ma lo stile rimarrà lo stesso. Avremo un possesso efficace, con spirito offensivo. Cercheremo di mantenere la squadra così com'è perché ha un valore importante – aggiunge il tecnico, che si sofferma sul mercato -. I top player non sono quelli fortissimi, ma i giocatori funzionali al contesto".

Si ripartirà dai campioni coltivati in casa negli anni. Hamsik in primis: “Sono convinto che Marek possa ricoprire il ruolo che è stato di Jorginho, ma ci sono anche tanti giovani che possono essere utili. Per quanto riguarda Mertens, non credo che possa fare l'ala ma può comunque giocare esterno. Milik? Ha cancellato l'infortunio, deve trovare continuità. Con Milik, Inglese e Mertens siamo a posto ".

Sui nuovi arrivati: “Meret è un talento, pensiamo questo, ha già fatto bene. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese ha fatto molto bene col Chievo, non è giovanissimo però ha potenzialità – il giudizio di Carletto -. Fabian Ruiz è un giovane già completo, non può giocare davanti alla difesa ma gioca pure nel centro-destra essendo mancino. Verdi come Mertens è bravo a giocare sulla trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché Callejon è formidabile da esterno, in profondità, meno tra le linee. Potrò variare l'atteggiamento tattico".

Sul Var il giudizio è positivo: "Mi sembra che sia stata una rivoluzione per il calcio, è chiaro che come tutte le cose nuove va migliorata ma in linea di massimo è una soluzione positiva per il calcio".