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Milan, Antonio Donnarumma: "La mia situazione non ha influito su Gigio"

Il portiere rossonero: "Non rispondo a chi dice che sono raccomandato"

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Antonio Donnarumma risponde. In un'intervista al Corriere della Sera il fratello maggiore di Gigio, al centro del caso dell'estate, replica alle critiche e soprattutto alle ironie sul suo arrivo al Milan. Ecco le sue principali dichiarazioni.

"E' molto bello stare in stanza con Gigio. Era tantissimo tempo che vivevamo divisi, l’ho lasciato che era un bambino, l’ho ritrovato uomo. Io sono andato via di casa a 14 anni, Gianluigi era piccolissimo. Il legame tra noi è sempre stato fortissimo, anche se lontani, ci sentivamo tutti i giorni in chat, giocavamo online assieme alla playstation".

"Mi ha telefonato il direttore Mirabelli. Mi ha trasmesso il desiderio della società di avermi, io c’ho pensato bene. Anche alle critiche. La mia situazione non ha influito su Gigio. Lui aveva deciso di voler rimanere molto prima, la mia è stata una trattativa a parte ed è venuta dopo. Io volevo tornare in Italia. A gennaio diventerò papà: io e la mia compagna Stefania volevamo far nascere qui nostro figlio".

"Non rispondo a chi dice che sono raccomandato perché ha già risposto la società per me. E poi risponderà il campo. Il rinnovo di Gigio? Io ho fatto il fratello, mi ha chiesto dei consigli, ma lui mi ha sempre detto che voleva rimanere al Milan e io gli ho detto di fare quello che si sentiva. È stato bravo a restare con la sua squadra. Il rifiuto del 15 giugno non se l’aspettava nessuno, nemmeno io. Per quello che sapevo io, la decisione doveva arrivare dopo gli Europei Under 21. Esperienza difficile per Gigio? E' qualcosa che lo farà crescere personalmente e professionalmente".

"Se l'ho sgridato per la mancata maturità? Ma no dai, non era pronto, ha avuto un anno impegnativo. E' scoppiato un casino, ma ci ha promesso che l'anno prossimo lo farà".