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Nazionale, il nuovo ct scatena il domino delle panchine

Ranieri, Ancelotti, Mancini e Conte per la panchina azzurra: ecco cosa potrebbe succedere

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L’effetto domino potrebbe cominciare in Italia. E ripercuotersi su mezza Europa. La geografia delle panchine rischia di essere riscritta nei prossimi mesi. Una casella vuota, quella della nostra nazionale, verrà riempita. E da lì partirà tutto.

I nomi per l’azzurro al momento sono quattro: Ranieri, Ancelotti, Mancini e Conte, con quest’ultimo però favorito. Perché la sua avventura al Chelsea (probabilmente) finirà a giugno; perché la famiglia vuole rientrare in Italia; e perché non ha mai nascosto di voler tornare ct. Da qui scatta l’effetto domino.

Proviamo a fare delle ipotesi. Conte lascia Londra e al suo posto arriva Allegri, che da un paio di anni studia l’inglese e non ha mai negato di volersi fare un giro in Premier League. Per sostituirlo, alla Juventus, ecco Zidane, prossimo all’addio al Real Madrid e amatissimo dal presidente bianconero Andrea Agnelli fin dai tempi in cui Zizou incantava Torino con la maglia della Juve. Al suo posto, a Madrid, può arrivare il ct della Germania Loew, prima scelta nella lista di Florentino Perez.

Sono tante le società pronte al cambio. Come l’Arsenal dove il rimpiazzo di Wenger (ormai prossimo alla pensione) potrebbe essere Ancelotti, accostato alla Nazionale ma più propenso a proseguire la sua carriera nei club. Anche Parigi attende notizie dagli sceicchi, non esattamente innamorati di Emery, il cui contratto scadrà a giugno. Molto dipenderà dalle fortune del Psg in Champions League, nel frattempo i giornali francesi e inglesi continuano a fare il nome di Mourinho per la sua successione, nonostante il portoghese abbia parlato di “notizie spazzatura”.

Entro pochi mesi sapremo. E vedremo chi siederà il prossimo anno sulla panchina del Bayern Monaco, dove il quasi 73enne Heynckes è considerato un traghettatore, magari in attesa di Luis Enrique. Resta al momento un punto interrogativo sull’eventuale successore di Sarri al Napoli. Per ora il rinnovo non è arrivato. E De Laurentiis, si sa, è sempre pronto al colpo di scena.

Roberto Ciarapica