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Juve, da Benatia a Douglas Costa quanti dubbi

Il mercato potrebbe aver indebolito i bianconeri a livello europeo: forse serviva un centrocampista alla N'Zonzi

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Le fiammate di Messi al Camp Nou hanno bruciato le certezze che la Juve si era fin qui costruita in campionato con successi facili, tra nuovi arrivi sul mercato che ancora non si sono visti come Höwedes e qualche infortunio fastidioso come quello di Chiellini. E, alla luce della lezione della Pulce al suo piccolo erede virtuale Dybala, a livello assoluto adesso ci si interroga sulla reale portata dell'ultima campagna acquisti; perché se vinci facile con Chievo, Cagliari e Genoa che hanno un fatturato 10 volte inferiore al tuo, il rischio è di perdere poi il senso della misura nel calcio europeo che è tutta un'altra faccenda.

Cinque mesi fa la Juve vinse 3-0 a Torino e pareggiò senza subire gol in Spagna nei quarti col Barcellona; allora, dietro c'erano Bonucci, Dani Alves e Chiellini; i primi due sono stati venduti. Adesso per ora c'è Benatia che certo non è un leader e nemmeno un mostro di concentrazione. Lui e Douglas Costa sono stati mollati dal ricco e ambizioso Bayern Monaco: qualche interrogativo è giusto porselo.

Allegri ha fatto esordire in Champions Bentancur ma lì, defilato sulla destra in un centrocampo schierato a 4 quando si difendevano, non è sembrato troppo a suo agio, come del resto Matuidi e Pjanic; non male in assoluto la loro prova ma forse nel ruolo di centrali non rendono al massimo. La Juve ha sofferto dietro ma anche in mezzo al campo; forse un armadio alla N'Zonzi sarebbe servito di più. A livelli altissimi poi, anche nelle giornate no, devi avere chi ti risolve le partite: Higuain e Dybala, ieri sera ma anche in troppe occasioni, non ci sono stati.

Paolo Bargiggia