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Champions, Shakhtar Donetsk-Napoli 2-1

Taison e Ferreyra piegano Sarri: Mertens entra e si procura il rigore trasformato da Milik, ma non basta

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SHAKHTAR DONETSK-NAPOLI 2-1 (tabellino e cronaca)

L'Ucraina stavolta non porta fortuna al Napoli: l'anno scorso gli azzurri vinsero a Kiev all'esordio in Champions con una doppietta di Milik, a Kharkiv il polacco segna solo un gol e Sarri deve arrendersi allo Shakhtar 2-1. Troppo tardivo il risveglio di Insigne e compagni, scossi dall'ingresso di Mertens e per un'ora quasi irriconoscibili per il ritmo lento al quale giocavano. Così la nuova avventura europea comincia in salita.

Sarri rinuncia a Mertens, Allan e Jorginho, mandando in campo dal 1' Milik, Zielinski e Diawara: l'idea è che contro i palleggiatori brasiliani dello Shakhtar serva maggiore fisicità sia davanti alla difesa che davanti, ma il campo dà risposte diverse. Nel primo tempo Diawara è il giocatore che corre di più, il problema è che l'uomo che dovrebbe arginare, Taison, fa praticamente quello che vuole, con l'aiuto delle ali Marlon e Bernard, ma soprattutto di Fred, davanti alla difesa, e di Facundo Ferreyra, abile nel dialogare con lui nell'azione del vantaggio. Al 15' il Napoli è già sotto e rischia di capitolare poco dopo, quando lo stesso Taison si avventa su uno sciagurato retropassaggio di Hamsik, ancora una volta sotto tono, non intercettato da Koulibaly, ma grazia Reina. 

Il Napoli prende le misure piano piano, quando Srna, inizialmente arrembante sulla destra, arretra un po' e concede campo a Ghoulam e Insigne. Dalla sinistra arrivano i principali pericoli costruiti dagli azzurri: un autogol sfiorato da Ordets e un gran tiro di Insigne deviato miracolosamente da Pyatov. Nel secondo tempo, però, arriva la doccia fredda: lo Shakhtar riparte allo stesso ritmo e al 59' raddoppia con un colpo di testa di Ferreyra su cross di Stepanenko reso perfetto dall'uscita a vuoto di Reina. Sarri allora decide di cambiare: fuori Hamsik, dentro Mertens, con Insigne che passa di fatto al ruolo di mezzala. La scossa c'è, vanno al tiro prima Mertens e poi Milik e i due confezionano anche il gol che riapre la partita: il belga subisce fallo da Stepanenko e conquista il rigore, il polacco lo trasforma. Il finale è incandescente: Ferreyra va vicino al tris colpendo il palo di testa, Milik spreca un meraviglioso assist di Insigne calciando alto, Callejon impegna ancora Pyatov. E alla fine il Napoli torna a casa tra i rimpianti.